Porto Pazienza
Non è il nome di una amena località marina, ma il consiglio che mi ripeto quando trascorro le vacanze in barca con qualcuno.
La convivenza a bordo è sempre un problema e non è un luogo comune che anche le amicizie più salde in barca rischiano grosso.
Si comincia dalla scelta dell’itinerario per proseguire con la serie di proposte per la caletta più bella dove fare il bagno. Allo skipper arrivano le richieste più diverse in materia dimenticandosi che non abbiamo a disposizione nè un motorino, nè una macchina che possiamo mettere là dove c’è posto, magari tra due rocce o in mezzo a gruppi di barche che occupano una rada. Anche la profondità del mare nel punto prescelto sembra non rivestire importanza per il membro dell’equipaggio che ha deciso che il posto è bello anche se ci sono magari più di 50 metri di fondo e pretenderebbe che si calasse l’ancora lì tanto abbiamo la catena abbastanza lunga…..
E poi c’è la questione del mangiare: pasta corta o lunga, pranzo completo o un po’ di frutta e via?
Avanti così fino al tramonto quando si scatena la tradizionale discussione di fine giornata: porto o rada? Le signore votano per un giretto in quel porticciolo tanto carino con mille negozietti, gli uomini si dividono tra chi vorrebbe tanto una birra fresca nel locale più caratteristico del luogo e quelli che “finalmente possiamo fare una cena come si deve” alludendo ai numerosi ristoranti che ammiccano dal lungo mare.
E così il povero skipper, già sottoposto a mille problemi collegati alla conduzione della barca, rompe gli indugi e decide imperiostamente: stasera PORTO PAZIENZA.
