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Sei sicuro di salpare?

Finalmente abbiamo la “nostra” barca e, di la’ dal molo foraneo, il Mare. Lo scrivo con la maiuscola perchè di Lui bisogna avere grande rispetto.       

Questo deve essere il principio ispiratore di ogni avventura marinaresca, soprattutto se condotta a vela.

 Non starò certo qui a raccomandarvi di controllare che tutte le dotazioni di sicurezza previste (e qualcuna in più) siano presenti a bordo ed in perfetto stato di efficenza, nè a suggeririvi di valutare bene le previsioni meteo della zona e generali ricorrendo, magari, anche al sempre affidabile “pratico locale”.

Quello che consiglio, invece, è di compiere una serie di controlli che spesso sembrano inutili o banali ma che possono aiutare in caso di bisogno;

per prima cosa accertatevi che tutti i componenti dell’equipaggio prendano conoscenza dell’ubicazione ei dispositivi di salvataggio presenti a bordo e che, in qualche modo, sappiano a cosa servono e come si usano.

Prestate particolare cura nel verificare dove e come è posizionato l’auto gonfiabile; molto spesso, infatti, mi è capitato di trovarlo incastrato in un gavone con la giustificazione che “così da’ meno fastidio possibile”. Avete provato atiralo fuori da li’? Avete idea di quanto pesi? e come si fa ad aprirlo quando lo si getta in acqua? può farcela una sola persona? Sacrificate un po’ di spazio ma fate in modo che sia pronto all’uso, non si sa mai.

Lo stesso discorso vale per i salvagente e per il “ferro di cavallo” a poppa. Quest’ultimo, poi, spesso è coperto da una bella foderina con la sgaola della boetta luminosa ben arrotolata, o meglio, annodata da qualche parte. Avete idea di quanto tempo ci vuole a perdere di vista un uomo caduto a mare? Il tempo di reagire all’imprevisto, aprire la foderina, svolgere la sagola, e lanciare il dispositivo e…insomma avete capito.

La boetta ha al suo interno delle batterie che sarebbe bene controllare con una certa frequenza provando a rovesciare il tutto e vedere se si accende come dovrebbe e con una buona intensità. La salsedine gioca brutti scherzi ai contatti elettrici: in caso cambiate le pile e pultite tutto.

Se prevedete di navigare fino all’imbruinire date un’occhiata che tutte le luci di segnalazione funzionino e che ci siano, tra le dotazioni di emergenza, almeno un paio di lampade di ricambio.

Altri controlli che consiglio sono relativi al motore, se parte al primo colpo è già buon segno, e se non siete dei meccanic dovete accontentarvi; controllate il livello del carburante nel motore del tender e che ci sia una tanichetta di miscela piena come scorta.

Vi assicuro che anche il corretto funzionamento del verricello elettrico salpa ancora è un bel “plus” di tranquillità così come pure la presenza di un’ancora di rispetto bene armata.

Accertatevi che tutte le manovre siano libere e pronte all’uso e che qualcun altro, oltre allo skipper/timoniere sia in grado di far funzionare rolla fiocco o rolla randa e, ovviamente i winch.

Ho visto molti “ospiti” in barca convincersi abbastanza facilente che il winch fa il suo dovere  indipendentemente dal verso di rotazione e della differenza tra i due versi, ma molto spesso è stato complicato far capire che le cime devono essere avvolte sempre in senso orario.

L’unica è fare qualche prova a “secco” di vento.

Se qualcuno poi, volesse anche imparare a fare il nodo per legare i parabordi, una gassa e, tanto per gradire, come dare volta alle cime di ormeggio sulle bitte, saremmo proprio pronti a salpare.

Dimenticavo, individuate un addetto all’ancora; spiegategli come e quando dare fondo perchè voi, in quel momento, sarete sicuramente impegnati al timone e da li’ non è facile arrivare a prua in fretta…

3 - continua

Porto Franco?

Sicuramente la scelta dei compagni di viaggio è importante per la buona riuscita di una crociera in barca ma su questo non posso aiutarvi; qui cercherò di dare qualche spunto di riflessione per la scelta del Porto di partenza. ( e non di Franco)

Per questo cercherò di elencare di seguito alcuni fattori chiave che possono influenzare il punto di partenza

Per prima cosa tenete presente che una barca a vela, anche se andate a motore, difficilmente supera una velocità media di 6 - 7 nodi; questa considerazione è di fondamentale importanza per circoscrivere l’area di navigazione.

Dato il tempo a disposizione per la nostra vacanza, è bene che pesiamo attentamente quante ore desideriamo passare in navigazione e, soprattutto, quant ore  in mare aperto il nostro equipaggio è in grado di sopportare.

Le nostre capacità, e quelle del nostro equipaggio, ci diranno se intendiamo sfruttare per i trasferimenti le ore notturne o se opteremo, più tranquillamente, per una navigazione alla luce del sole.

Se, ad esempio, la nostra meta fosse Ponza e avessimo a disposizione solo un week end, teniamo presente che partre da Nettuno è più vantaggioso che salpare da Fiumicino od da Ostia ma meno che dal Circeo.

Le isole Pontine sono una meta che sconsiglio per un solo week-end, si rischia di passare più tempo in navigazione che sul posto e, soparttutto, non riusciremo ad apprezzarne le incontaminate bellezze.

Questo sempre che l’obiettivo sia una crociera di piacere, magari con la famiglia o con amici non troppo “marini”, e non una “accanita” veleggiata per il puro gusto di andare.

In definitiva valutate il tempo a disposizione, le capacità vostre e del vostro equipaggio e, non dimenticate, un’occhiata al meteomar anche se, dovendo noleggiare la barca con un certo anticipo, non sempre questa è una variabile che può essere presa in considerazione.

Mi permetto di dare un consiglio per il tirreno centrale: se avete a disposizone solo un week end la cosa migliore da fare è un giro delle isole del golfo di Napoli o l’arcipelago toscano Elba in testa.

Per male che vada una navigazione costiera soddisferà comunque la nostra voglia di sole, mare e vento.

2 - continua

Delle acquisizioni e fusioni aziendali

Non so come mai, in questi giorni, continua a tornarmi in mente un passo del libro di Sandro Veronesi - Caos Calmo.

Sarà perchè questo brano è stato omesso nel film o perchè mi ricorda storie di vita vissuta, fatto sta che sono andato a rileggermelo e ho pensato di condividerlo con tuti coloro i quali sono stati coinvolti, almeno una volta nella loro vita lavorativa, in una fusione.

Lo trovate nella pagina delle citazioni. Ma è davvero calmo questo caos?

Per fortuna si tratta di un romanzo…o no?

Ai blogger l’ardua sentenza.

Arriva il bel tempo

Forse ci siamo…..arriva il bel tempo e con esso la voglia di aria aperta, sole e…mare !!!!

Per me. l’avrete capito, mare vuole dire vela, ma avendo deciso, un po’ per scelta e molto per forza, di non comprare una barca, inizio a ragionare su come e dove noleggiarne una.

Mi sono accorto di essere diventato quasi un esperto in materia; basta fare un giro sul web o sulle riviste specializzate (in questo periodo escono con appositi allegati) per trovare una lista pressochè infinita di agenzie di charter.

Come orientarsi? Per prima cosa tenete presente che ci sono più agenzie che barche da noleggiare; si tratta di un paradosso, ovviamente, ma non troppo distante dalla realtà dei fatti. La barca, infatti, la può noleggiare direttamente l’armatore (o, volgarmente detto, il proprietario), può esserci un broker che ne gestisce un certo numero per conto terzi o un’agenzia di intermediazione che ha contatti un po’ con tutti gli altri.

Alcune organizzazioni, però, hanno delle vere e proprie flotte loro e sono, probabilmente, le più affidabili anche in termini di qualità e prezzo.

Scegliete quindi il tratto di mare in cui volete veleggiare e cominciate a cercare quali agenzie operano nei porti della zona. Qui mi limito a parlare dell’Italia. Per sapere da dove partire potete consultare le pagine azzurre on-line. Si tratta del famoso “portolano” che contiene tutte le informazioni necessarie alla navigazione in una certa zona. Sono consultabili gratuitamente all’indirizzo www.pagineazzurre.com . Come potrete vedere i nostri mari sono divisi in aree corrispondenti alla suddivisione in altrettante carte nautiche di dettaglio che, normalmente, vi verranno date in forma cartacea insieme alla barca e che rigurderanno la zona presunta di navigazione.

Fatevi un giro virtuale e …buon vento.          

1- continua

Cat o Deriva?

Ho voluto fare il “californiano” e passare dalle tradizionali derive al più divertente e veloce Hobie Cat.

Ma non mi ha preso così tanto, lo trovo difficile da manovrare, soprattutto da solo, e poco tecnico rispetto ad un 470.

Ho deciso di venderlo, se a qualcuno interessa…..eccolo qui !!!

Ho ceduto anche io !!!

Con un po’ di diffidenza e, soprattutto, molta “ignoranza” ho ceduto al fascino del blog. Devo dire che la spinta di alcuni illustri colleghi già da lungo tempo autori di siti come questo (si dice blogger, mi pare), mi hanno spinto per la discesa; la mia curiosità per ogni nuovo aspetto del Web e della tecnologia ad esso collegata hanno fatto il resto.

Ora non mi resta che imparare ad usarlo al meglio…..chiunque abbia suggerimenti o voglia darmi un aiuto sarà bene accetto.

Work in progress !!!